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  • Immagine del redattoreMarco Repetto da Roma

Il mio augurio a Zio Maurizio 1/1/2024



Alla mezzanotte di Capodanno auguro un felice 2024 a mio zio, che alle 2.44 mi risponde:


“Un grande abbraccio notturno senza bollicine. Ma bello lo stesso.”


Quel “senza bollicine”, “notturno” e soprattutto quel “bello lo stesso” mi accendono una riflessione. "Ti scrivo":


"Allora ti auguro di prendere proprio quelle bollicine di cui sei “senza”.  


Ti auguro di prendere quelle bollicine, come metafora, del libero arbitrio, di scegliere ancora.


Ti auguro di prenderle quelle bollicine, come facevamo da bambini con quelle di sapone “proprie dell'infanzia”, generate semplicemente con un soffio e poi strette nella mano.  


Quel soffio che abbiamo imparato a fare e poi dimenticato, quel “soffio” che raggiungeva facile “il  fine” e poi dal fine “la gioia”. 


Quanti fini abbiamo saputo raggiungere, quanta gioia abbiamo potuto provare, fino a “crescere”. Allora basta?


Ancora esiste uno scopo, “sono ancora possibili soffi e bollicine”, sappiamo ancora portare gioia, sincera e naturale, ad un cuore tornato bambino?


Io, il cuore bambino di Zio Maurizio, l'ho chiaro di fronte a me, mi ha sempre ispirato.


Era già quarantenne lui, dieci anni io. Quel cuore bambino sembra qui ora:


"È su quel campo d'asfalto che scotta sotto le suole, mentre “scartiamo” il pallone o l’ennesima “pignetta” calciata con cura, magari sottratta al complice barboncino nero che chiamasti Pelè instancabile e fulmineo certo più di noi; quel gioco fatto con la perseveranza, l’impegno, la fatica, la cura e la grande serietà che solo un cuore di bambino può applicare."


Oggi Ti auguro su tutto, la naturalezza della Novità e il dono di gioia che il naturale porta con sé.


Ti auguro di provare fiducia sempre. 


La filosofia, la religione e la cultura esperienziale parlano di fiducia e gioia.


Immanuel Kant nella sua opera "Metafisica dei costumi" trattando dell'etica e delle relazioni interpersonali, discute con completezza gli aspetti morali dell'amore e le condizioni che lo caratterizzano, tratta quindi la gioia e la fiducia. 


Sant'Agostino affronta il tema della fiducia, nella sua opera "Confessioni", nell’accezione spirituale, nel rapporto con Dio e la fiducia in Dio, nel Dio che è in ogni persona e cosa, nel Dio che è infinito Amore.


Per noi, instancabili osservatori delle vicende personali, basta osservare i primi passi di un bambino, il braccio teso verso di noi, gli ascolti profondissimi, le pause tese, il serissimo “passo in avanti”  per comprendere, ancora nella semplicità, gli effetti meravigliosi della fiducia e della gioia.


Nella semplicità c'è espressa, come uno strillo di verità, l’effetto algebrico della somma tra fiducia e la gioia. Nella semplicità di quella somma c'è Amore.


La combinazione naturale e istintiva, tutt’altro che alchemica, tra Gioia e Fiducia, “in un soffio”, genera compiuta la nostra bolla, genera il fine ultimo, genera l’Amore, quell'Amore  che meriti, che sei degno di ottenere pienamente con la semplicità di un soffio.”


Allora sì, tutto può essere “bello lo stesso” con le “bolle” strette nel cuore, con o “senza nuove bollicine”. Tuttavia io voglio augurare “Tante nuove meravigliose bolle” ancora simbolo di trasformazione e rinnovamento,


Ti auguro caro zio tante "frizzanti, colorate, effervescenti, valorevoli bolle" ancora nuove per te, prezioso, mio, Zio Maurizio. 


Marco


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