• Marco Repetto da Roma

L'energia più grande la genera il cambiamento


Articolo di presentazione per l'Evento informativo sulla PNL del 19.06.2022


Il fiume scorre placido e ha il suo perché, i suoi argini sicuri ne determinano il corso, sostengono la vita, ma il fiume non può essere fermo; il sole lo scalda ma poi lo asciuga, le piogge lo nutrono ma ne condizionano la portata, la loro scarsità lo rallenta creando ristagni, l'acqua si impoverisce dei suoi nutrienti fino a perdere l'ossigeno vitale.

Il corso della vita in natura è chiaro: o ci si muove verso la crescita che per il fiume è il mare o si muore.

Durante il corso, il fiume, fa uno o più salti, dove la natura o chi per lei ha disposto un improvviso cambio di quota, il fiume nel salto si scompone in miliardi di impavide goccioline che si mescolano con l'aria; l'aria le sostiene e le accompagna nel salto nutrendole, le gocce tra loro si stringono in un abbraccio e quella stretta solidale le rende una massa impetuosa, quella stretta rende ogni singola goccia protagonista essenziale di un'energia inarrestabile, quel salto nel vuoto, quel cambiamento tanto è più ampio tanto è più efficace per la goccia che dal salto prende vita nuova per tornare da lì a poco ancora a quiete.

Qual è la condizione naturale, la più efficace, quella vitale? Senza quiete il fiume è nebbia, schiuma, vapore, la goccia senza salto e cambiamento è morte.

Questa metafora suggerita dalla natura può farci riflettere sulla necessità del cambiamento, su quanto sia essenziale e nutriente, sull'efficacia della condivisione e partecipazione. La natura ci insegna oltre questa metafora che saper alternare pause riflessive e intime con ricerca, cambiamento e condivisione è EQUILIBRIO. Il luogo più pericoloso per noi tutti è quello in cui ci "abituiamo", spesso COINCIDE E DIVENTA il luogo in cui tutto è familiare, la zona in cui dapprima tutto è comfort, poi abitudine, poi noia QUINDI la zona in cui non si cresce quindi il luogo in cui si comincia a PERDERE.

Per molti il luogo più pericoloso è il più familiare, quello da cui percependo l'abitudine resta una sola opzione cambiare e crescere.

L'unica abitudine sostenibile in natura è l'abitudine al cambiamento, alla ricerca della crescita, del miglioramento, della verità perfettibile, il salto che compie il fiume diventando impetuosa cascata deve essere la naturale ricerca di nutrimento per tutti noi: noi siamo la goccia, se cerchiamo la condivisione nel salto, diventiamo COMMUNITY, se cerchiamo di condividere il successo con chi condivide LA NECESSITA' DEL CAMBIAMENTO troviamo il nostro NATURALE EQUILIBRIO. Scusate se non ho iniziato e concluso l'articolo in 5 parole: CHI SI FERMA E' PERDUTO. Articolo di Marco Repetto Coach dell'architettura personale

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